lunedì 22 dicembre 2008

22 dicembre: HIROSHIMA

Mi ha lasciato senza parole e io lascio senza parole voi . Ho visto il museo e ho passeggiato per il parco della pace, il luogo dove la bomba atomica ha fatto piazza pulita di tutto. Sono stato al Ground Zero, dove e' stato piazzato un semplice blocco di marmo. Alla fine si resta senza nessuna certezza e tantissimi dubbi. E' solo colpa degli americani o e' colpa di quegli stronzi degli uomini che continuano a fare le guerre? Esistono limiti a cio' che si puo' fare in guerra? Esistono guerre educate e guerre maleducate? C'e' differenza fra i ricatti che facevano i nazisti e quello fatto da Truman? I giapponesi sono solo vittime innocenti? Troppe domande per il mio cervello oggi pieno di immagini forti.
Quattro soli ricordi:

1) il fotografo. Si chiamava Yoshito Matsushige, era ad Hiroshima a 2270 metrti dal punto dell'esplosione. Si aggiro' tutto il giorno tra i morti e i feriti riuscendo a fare solo cinque foto.

2) la paulonia. Un albero, anche lui hibakusha, sopravvissuto. Dalla parte in cui fu esposto alle radiazioni e al calore subi' una ferita profonda. Ma non mori'. La parte opposta si prese cura della parte malata e adesso la paulonia cresce e fiorisce. I suoi semi vengono distribuiti agli alunni delle scuole che li piantano come segno di speranza.

3) la poesia.

Ridammi mio padre
ridammi mia madre
ridammi mia nonna
ridammi mio figlio e mia figlia
ridammi me stesso
finche' dura questa vita
ridammi una pace
che non finisca mai


Sankichi Toge aveva 27 anni il 6 agosto 1945, giorno della bomba. Non era ad Hiroshima. Era un poeta e voleva scrivere. Ma l'occupazione americana non poteva permettere che si parlasse dell'atomica. Quando gli Usa minacciarono di sganciare la terza bomba sulla Corea Sanchiki Toge sfido' le autorita' e scrisse la poesia che adesso e' scolpita su una grossa pietra nel parco della pace.

4) Milioni di gru origami. 300 mila esposti alle radiazioni, 140 mila morti nei primi cinque mesi, molti dei quali coreani costretti ai lavori forzati, moltissimi studenti e bambini, alcuni americani prigionieri di guerra . E hanno continuato a morire di leucemia e di cancro. Negli ultimi dieci anni, a causa di malattie derivate, sono morte 5 mila persone all'anno. Le piccole gru di carta realizzate secondo la tecnica origami portano fortuna e felicita'. Sadako Sasari era sopravvissuta alla bomba ed era cresciuta sana e forte. A dieci anni era diventata una piccolo atleta. In un anno la leucemia se la prese. All'ospedale comincio' a piegare pezzetti di carta. Decise che se fosse arrivata a fare mille gru sarebbe guarita. Ne fece molte piu' di mille e poi mori'. Da allora le coloratissime piccole gru coprono tutti i monumenti che ricordano le vittime della bomba.

3 commenti:

Unknown ha detto...

Le tue domande sono anche le mie... ma che per far finire una guerra si debbano ammazzare centinaia di migliaia di essere umani, no, non ci credo. Gli Americani avevano bisogno di SPERIMENTARE la bomba su uomini e cose. E hanno trovato come farlo. Purtroppo. Perché è facile incolpare Hitler e i suoi complici per i milioni di morti, difficile è criminalizzare gli Americani liberatori, no?

Unknown ha detto...

Deve essere una sensazione incredibile che lascia senza fiato.
Mi spiace non riuscire ad inserire Hiroshima come destinazione per il mio viaggio in Giappone.
Come si può arrivare a tanto non lo capirò mai.

Isabella Guarini ha detto...

Non c'è luogo più significativo per celebrare il Natale se non in un luogo simbolo della morte.Il video di Hiroshima com'è e com'era è terrificante. Ciò che più mi commuove è la foto del Parco della Pace con grandi alberi fronzuti. Oggi gli alberi sono i paladini della pace, ma vengono distrutti per fare spazio alle veloci ciabatte. Mi dicono che la casa del karakiri si farà anche a Napoli, nell'albergo Rom&Ros, costruito dai tredici Samurai.
Auguri a CSF e Giovanni da Isabella